domenica 29 settembre 2019

PSICOLOGIA


SVILUPPO E PSICOANALISI: LA VISIONE ANTROPOLOGICA DI FREUD

Nel corso del Novecento, la teoria psicoanalitica di Freud è stata messa in discussione più volte ma il metodo è stato rivisto e modificato. Tutt'oggi però il metodo psicoanalitico non occupa più il posto di di rilievo che l’ha vista protagonista per molti decenni del secolo scorso.

LA PSICOANALISI E L’INCONSCIO
Freud ha dato diverse definizioni al termine “psicoanalisi”:


-procedimento per l’indagine di processi mentali;
-metodo terapeutico per la cura delle nevrosi;
-disciplina scientifica, ovvero un insieme di teorie psicologiche.
Freud evidenziò che lo sviluppo dell’uomo è determinato da pulsioni e da elementi inconsci, mettendo quindi in guardia da un eccessivo affidamento sulla ragione e sostenendo che dietro a comportamenti apparentemente razionali ci sono elementi di cui non siamo consapevoli che esercitano forza e influenza. Egli individua le fasi dello sviluppo comuni a tutti gli esseri umani. Ogni individuo però attraversa queste fasi in modo diverso e personale.
L’inconscio è quindi una forza impersonale che da origine a motivazioni e comportamenti, le cui radici sono da ricercare nell'infanzia.

LO SVILUPPO DELLA VITA PSICHICA: PROCESSO PRIMARIO E SECONDARIO
Freud distingue nella vita psichica due processi: quello primario e quello secondario.
Il processo primario è dominato dall'inconscio, e tende alla soddisfazione immediata dei desideri per scaricare l’eccitazione. Il neonato, ad esempio, risponde a quello che Freud chiama principio di piacere: desidera soddisfare le sue pulsioni in maniera immediata, e piange per avere il latte materno.
Nel processo secondario invece, l’attività psichica dell’Io inibisce le spinte istintuali e dilaziona la soddisfazione del desiderio. Il bambino, a poco a poco, si adegua ad un principio di realtà: impara a tener conto della realtà e delle sue esigenze e diventa capace di rinunciare a tendenze non compatibili con essa.

L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI
Freud fu conosciuto dal grande pubblico tramite il testo “l’interpretazione dei sogni”. Questo libro preannunciava un nuovo modo di vivere l’umanità, un modo psicologico, interpersonale e non sottoposto a giudizi moralistici. Da questo testo traspaiono tutte le nuove tendenze emergenti: separazione fisica dell’individuo dal suo tempo e spazio, nuova ammissibilità della scarica istintuale, forza esplosiva della sessualità e la costruzione di complessi mondi interiori non più riproducenti una realtà esterna.
L’analisi di Freud tende a mettere in luce che i sogni, le dimenticanze, i lapsus sono comuni nella quotidianità sia dell’individuo sano sia del nevrotico. Al sogno viene infatti assegnato un ruolo fondamentale per l’esplorazione dell’inconscio, perché attraverso l’analisi di esso si può cogliere il significato e renderlo comprensibile. Il sogno è dunque il risultato di un compromesso: cerca di soddisfare i desideri inconsci ma li trasforma per non renderli riconoscibili e farli accettare dalla realtà.
La trasformazione del contenuto latente in contenuto manifesto avviene attraverso il lavoro onirico. Una delle tecniche usate è la condensazione, ossia il collegamento di elementi che nello stato di veglia risultano slegati. Elementi simili vengono raggruppati in uno solo, sulla base di somiglianze o comunanze. Nel sogno non sono rappresentati in modo manifesto i contenuti più importanti: per esempio un individuo o un oggetto sognato ne rappresentano un altro, collegato al nostro desiderio represso. Nei sogni si possono trovare dei simboli che riportano ad uno psichismo (insieme delle funzioni psichiche di un individuo) che va oltre all'esperienza individuale, ma si collega all'esperienza umana in generale.
L’analisi del sogno permette dunque di risalire ai contenuti latenti, consentendo di arrivare, attraverso le libere associazioni ai desideri inconsci e ai traumi infantili rimossi.

LA TEORIA SESSUALE E LO STUDIO DELLE NEVROSI
Ne “i tre saggi sulla teoria sessuale” Freud espone la sua concezione della sessualità infantile e dello sviluppo individuale. Questa concezione suscitò uno scandalo poiché egli pensava che esistesse nel bambino un energia sessuale fin dalla nascita. La sessualità infantile coincide con la ricerca del piacere ed è collegata ai principali bisogni fisiologici dell’individuo. Il bambino attraversa varie fasi che terminano con il raggiungimento della genitalità adulta.
Le fasi sono:
-DALLA NASCITA AD UN ANNO CIRCA: fase orale (il bambino trae piacere dalla zona della bocca e la suzione è l'attività centrale;
-1/3 ANNI CIRCA: fase anale (il bambino trae piacere dalla zona intorno all'ano; le attività più interessanti sono espellere e trattenere);
-3/6 ANNI CIRCA: fase fallica (l'attenzione per i bambini di entrambi i sessi è concentrata sul pene, si verificano le prime attività di autoerotismo. In questo periodo ha luogo il complesso edipico);
-7/11 ANNI CIRCA: latenza (i bisogni sessuali apparentemente si sopiscono momentaneamente e i bambini dirigono l'energia psichica in attività sociali);
-ADOLESCENZA/ETA' ADULTA: fase genitale (nella pubertà si risvegliano le pulsioni sessuali; i genitali sono la fonte di sensazioni piacevoli. Si sviluppa la sessualità genitale adulta, la ricerca della soddisfazione sessuale avviene attraverso rapporti eterosessuali).
Il passaggio da una fase all'altra comporta una maturazione che implica sia aspetti biologici che psicologici. Tali passaggi possono non verificarsi in modo completo oppure possono esserci delle regressioni: l’individuo non ha trovato la dovuta soddisfazione in uno degli stadi precedenti e quindi regredisce in tale stadio per ottenere la soddisfazione mancante. In altri casi, la persona può essersi sentita totalmente appagata in una fase tanto da rimanere fissata. La regressione e la fissazione spiegano il fenomeno delle perversioni sessuali, ovvero comportamenti che realizzano il piacere secondo modalità non accettate socialmente come ad esempio il feticismo, il masochismo e il sadismo.
La nevrosi invece indica l’atteggiamento opposto alla perversione: il nevrotico non soddisfa i suoi desideri pulsionali, ma bensì li rimuove. Freud inizialmente pensa che all'origine delle nevrosi ci sia sempre un trauma di origine sessuale, in seguito però abbandona questa teoria perché si accorge che spesso tali racconti sono prodotti dalla fantasia  e non da esperienze realmente accadute. Fino agli anni venti del novecento, la teoria freudiana focalizza la sua attenzione sulla ricerca del piacere e sulla centralità della sessualità: sono le pulsioni libidiche a muovere il comportamento umano.
Attorno al 1920 Freud ipotizza l’esistenza di due tipi di pulsioni originarie: Eros (pulsioni libidiche) che mirano alla vita e alla sua conservazione e Thanatos (pulsioni di morte) che si manifestano nei comportamenti autodistruttivi e aggressivi.

LA CONFLITTUALITÀ DELLA VITA PSICHICA
Eros e Thanatos sono costantemente in lotta tra loro. Dopo la prima distinzione tra conscio, preconscio e inconscio, Freud individua altre tre istanze: Io, Es e Super-Io.  Nell’individuo sano l’Io riesce a controllare l’Es soddisfacendo le sue esigenze e senza violare gli imperativi del Super-Io. Questo equilibrio è importante, poichè se prevale l’Es l’individuo può mettere in atto comportamenti socialmente immorali, mentre se il Super-Io dell’individuo è troppo rigido si possono verificare delle nevrosi.

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