SVILUPPO E PSICOANALISI: LA VISIONE ANTROPOLOGICA DI FREUD
Nel corso del Novecento, la teoria psicoanalitica di Freud è
stata messa in discussione più volte ma il metodo è stato rivisto e modificato.
Tutt'oggi però il metodo psicoanalitico non occupa più il posto di di rilievo
che l’ha vista protagonista per molti decenni del secolo scorso.
LA PSICOANALISI E L’INCONSCIO
-procedimento per l’indagine di processi mentali;
-metodo terapeutico per la cura delle nevrosi;
-disciplina scientifica, ovvero un insieme di teorie
psicologiche.
Freud evidenziò che lo sviluppo dell’uomo è determinato da pulsioni
e da elementi inconsci, mettendo quindi in guardia da un eccessivo affidamento
sulla ragione e sostenendo che dietro a comportamenti apparentemente razionali
ci sono elementi di cui non siamo consapevoli che esercitano forza e influenza.
Egli individua le fasi dello sviluppo comuni a tutti gli esseri umani. Ogni
individuo però attraversa queste fasi in modo diverso e personale.
L’inconscio è quindi una forza impersonale che da origine a
motivazioni e comportamenti, le cui radici sono da ricercare nell'infanzia.
LO SVILUPPO DELLA VITA PSICHICA: PROCESSO PRIMARIO E
SECONDARIO
Freud distingue nella vita psichica due processi: quello
primario e quello secondario.
Il processo primario è dominato dall'inconscio, e tende alla
soddisfazione immediata dei desideri per scaricare l’eccitazione. Il neonato,
ad esempio, risponde a quello che Freud chiama principio di piacere: desidera
soddisfare le sue pulsioni in maniera immediata, e piange per avere il latte
materno.
Nel processo secondario invece, l’attività psichica dell’Io
inibisce le spinte istintuali e dilaziona la soddisfazione del desiderio. Il
bambino, a poco a poco, si adegua ad un principio di realtà: impara a tener
conto della realtà e delle sue esigenze e diventa capace di rinunciare a
tendenze non compatibili con essa.
L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI
Freud fu conosciuto dal grande pubblico tramite il testo “l’interpretazione
dei sogni”. Questo libro preannunciava un nuovo modo di vivere l’umanità, un
modo psicologico, interpersonale e non sottoposto a giudizi moralistici. Da
questo testo traspaiono tutte le nuove tendenze emergenti: separazione fisica
dell’individuo dal suo tempo e spazio, nuova ammissibilità della scarica istintuale,
forza esplosiva della sessualità e la costruzione di complessi mondi interiori
non più riproducenti una realtà esterna.
L’analisi di Freud tende a mettere in luce che i sogni, le
dimenticanze, i lapsus sono comuni nella quotidianità sia dell’individuo sano sia
del nevrotico. Al sogno viene infatti assegnato un ruolo fondamentale per l’esplorazione dell’inconscio, perché attraverso l’analisi di esso si può cogliere il significato e renderlo comprensibile. Il sogno è dunque il risultato di un
compromesso: cerca di soddisfare i desideri inconsci ma li trasforma per non
renderli riconoscibili e farli accettare dalla realtà.
La trasformazione del contenuto latente in contenuto
manifesto avviene attraverso il lavoro onirico. Una delle tecniche usate è la
condensazione, ossia il collegamento di elementi che nello stato di veglia
risultano slegati. Elementi simili vengono raggruppati in uno solo, sulla base
di somiglianze o comunanze. Nel sogno non sono rappresentati in modo manifesto
i contenuti più importanti: per esempio un individuo o un oggetto sognato ne
rappresentano un altro, collegato al nostro desiderio represso. Nei sogni si
possono trovare dei simboli che riportano ad uno psichismo (insieme delle
funzioni psichiche di un individuo) che va oltre all'esperienza individuale, ma
si collega all'esperienza umana in generale.
L’analisi del sogno permette dunque di risalire ai contenuti
latenti, consentendo di arrivare, attraverso le libere associazioni ai desideri
inconsci e ai traumi infantili rimossi.
LA TEORIA SESSUALE E LO STUDIO DELLE NEVROSI
Ne “i tre saggi sulla teoria sessuale” Freud espone la sua
concezione della sessualità infantile e dello sviluppo individuale. Questa
concezione suscitò uno scandalo poiché egli pensava che esistesse nel bambino
un energia sessuale fin dalla nascita. La sessualità infantile coincide con la
ricerca del piacere ed è collegata ai principali bisogni fisiologici dell’individuo.
Il bambino attraversa varie fasi che terminano con il raggiungimento della
genitalità adulta.
Le fasi sono:
-DALLA NASCITA AD UN ANNO CIRCA: fase orale (il bambino trae
piacere dalla zona della bocca e la suzione è l'attività centrale;
-1/3 ANNI CIRCA: fase anale (il bambino trae piacere dalla
zona intorno all'ano; le attività più interessanti sono espellere e
trattenere);
-3/6 ANNI CIRCA: fase fallica (l'attenzione per i bambini di
entrambi i sessi è concentrata sul pene, si verificano le prime attività di
autoerotismo. In questo periodo ha luogo il complesso edipico);
-7/11 ANNI CIRCA: latenza (i bisogni sessuali apparentemente
si sopiscono momentaneamente e i bambini dirigono l'energia psichica in
attività sociali);
-ADOLESCENZA/ETA' ADULTA: fase genitale (nella pubertà si
risvegliano le pulsioni sessuali; i genitali sono la fonte di sensazioni
piacevoli. Si sviluppa la sessualità genitale adulta, la ricerca della
soddisfazione sessuale avviene attraverso rapporti eterosessuali).
Il passaggio da una fase all'altra comporta una maturazione che
implica sia aspetti biologici che psicologici. Tali passaggi possono non
verificarsi in modo completo oppure possono esserci delle regressioni: l’individuo
non ha trovato la dovuta soddisfazione in uno degli stadi precedenti e quindi
regredisce in tale stadio per ottenere la soddisfazione mancante. In altri
casi, la persona può essersi sentita totalmente appagata in una fase tanto da
rimanere fissata. La regressione e la fissazione spiegano il fenomeno delle
perversioni sessuali, ovvero comportamenti che realizzano il piacere secondo
modalità non accettate socialmente come ad esempio il feticismo, il masochismo
e il sadismo.
La nevrosi invece indica l’atteggiamento opposto alla
perversione: il nevrotico non soddisfa i suoi desideri pulsionali, ma bensì li
rimuove. Freud inizialmente pensa che all'origine delle nevrosi ci sia sempre
un trauma di origine sessuale, in seguito però abbandona questa teoria perché si
accorge che spesso tali racconti sono prodotti dalla fantasia e non da esperienze realmente accadute. Fino
agli anni venti del novecento, la teoria freudiana focalizza la sua attenzione
sulla ricerca del piacere e sulla centralità della sessualità: sono le pulsioni
libidiche a muovere il comportamento umano.
Attorno al 1920 Freud ipotizza l’esistenza di due tipi di pulsioni
originarie: Eros (pulsioni libidiche) che mirano alla vita e alla sua
conservazione e Thanatos (pulsioni di morte) che si manifestano nei
comportamenti autodistruttivi e aggressivi.
LA CONFLITTUALITÀ DELLA VITA PSICHICA
Eros e Thanatos sono costantemente in lotta tra loro. Dopo
la prima distinzione tra conscio, preconscio e inconscio, Freud individua altre
tre istanze: Io, Es e Super-Io. Nell’individuo
sano l’Io riesce a controllare l’Es soddisfacendo le sue esigenze e senza
violare gli imperativi del Super-Io. Questo equilibrio è importante, poichè se
prevale l’Es l’individuo può mettere in atto comportamenti socialmente
immorali, mentre se il Super-Io dell’individuo è troppo rigido si possono verificare
delle nevrosi. 
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