venerdì 20 marzo 2020

DOMANDE DI ANTROPOLOGIA

p.132
1.Il sistema cognitivo dei popoli primitivi differisce da quello dei popoli più evoluti perché nel pensiero primitivo gli aspetti speculativi, riflessivi e teoretici sono utilizzati solo per ordinare esperienze concrete, mentre in quello moderno sono utilizzati anche in contesti astratti.
2.Secondo Levi-Strauss gli aspetti del pensiero primitivo possono essere esercitati solo in relazione a contesti d’esperienza e non astratti o ipotetici come quelli degli scienziati.
3.La prima forma di scrittura fu la scrittura cuneiforme.
4.Per memorizzare i loro racconti, i cantastorie, li riempiono di formule fisse e di espressioni stereotipate e ripetitive.

p.139
1.Le potenzialità sono: astrazione, categorizzazione, induzione e deduzione.
2.Lo stile cognitivo articolato è quello che parte dalla considerazione dei singoli elementi, per poi arrivare alla totalità. Quello globale parte dalla totalità per poi giungere alla particolarità degli elementi.
3.Presso alcuni popoli, le parole sono fondamentali; soprattutto per i popoli legati all’oralità.

p.145
1.La televisione sulle popolazioni del mondo ha avuto un’influenza molto importante, perché è un fattore attivo nel processo di produzione e di cambiamento culturale.
2. L’etnoscienza comprende l’etnobotanica, l’etnozoologia, l’etnomedicina, l’etnogeologia, ecc…
3.Alla teoria di Berlin e Kay si può muovere obiezione a proposito del fatto che essi abbiano riesumato il vecchio criterio dell’evoluzionismo che vedeva nelle società più sviluppate le società in vetta alla storia dell’uomo, mentre quelle meno sviluppate erano solamente società semplici, primitive.
4.L’attribuzione dei nomi ai colori nelle diverse popolazioni è influenzata dall’esperienza che essi hanno con quei colori. 

p.150
1.Dalla definizione kantiana di tempo e spazio si possono trarre tali conseguenze:
-non possiamo pensare a nulla che sia fuori da un tempo e dallo spazio;
-tempo e spazio sono due dimensioni costitutive di qualunque modo di pensare;
-tutti gli esseri umani hanno ben chiaro che esistono un prima, un adesso e un dopo.
2. Secondo Nilsson, il tempo nelle diverse culture viene concepito in modo differente. Nelle società primitive esso è puntiforme e i riferimenti temporali corrispondono a eventi naturali; infatti l’idea che esso sia un’entità uniforme, misurabile e frazionabile non è universale.
3.Un luogo diventa un “deposito di memoria” nel momento in cui si riveste lo spazio di valenze qualitative che lo rendono diversamente significante agli esseri umani (dove avvenne un fatto importante, guerre, trattati di pace, ecc..)

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