mercoledì 25 marzo 2020

SOCIOLOGIA

IL DISORDINE 

IL MUTAMENTO SOCIALE
Nella società esiste anche il disordine, sotto forma di cambiamenti, conflitti, criminalità e necessità di essere socialmente compreso. In ogni società, periodicamente, si verificano dei mutamenti di vario tipo. Il mutamento sociale può essere definito come l'alterazione nel corso del tempo dei modelli di ordine sociale, e con il tempo è divenuto una delle caratteristiche distintive della nostra società, al punto che ne è derivato un vero e proprio mito del progresso. 
Nessuna società è assolutamente statica e un fattore di cambiamento è dato ad esempio dalle variazioni demografiche o dai mutamenti culturali. Un altro fattore di cambiamento particolarmente importante poichè costituito da soggetti sociali, è il comportamento collettivo, che si manifesta quando un insieme di individui agisce e ha degli effetti sulla società senza fare affidamento su un sistema codificato di ruoli e posizioni, quindi quando l'azione avviene in un contesto destrutturato. 

IL CONFLITTO 
Più ancora che dal mutamento, il disordine nella società deriva dal conflitto. Ogni regola istituita implica anche la possibilità di una trasgressione, quindi l'esistenza di un ordine sociale comporta la possibilità che qualcuno si discosti da tale ordine ed entri in conflitto con esso. 
In ogni società, non c'è un unico sistema ordinato e coerente di norme, ma vi è una pluralità di sistemi che spesso sono difficili da coordinare o addirittura entrano in conflitto tra loro. 
Il conflitto è un elemento ineliminabile di ogni società e nasce dall'incompatibilità degli obbiettivi perseguiti dai vari soggetti sociali. Esso è considerato come una forma di interazione sociale caratterizzata da una divergenza di scopi che ai soggetti non pare conciliabile. 
Se la causa di un conflitto risiede in una divergenza di obbiettivi, altre due condizioni di fondo sono necessarie perchè tale conflitto abbia luogo: 
-scarsità e maldistribuzione delle risorse sociali;
-incertezza delle norme sociali. 
Un'importanza particolare assume il conflitto tra gruppi sociali, poichè esso influisce sulla vita della società e può trasformarsi in un fattore di instabilità e perturbazione sociale. Il conflitto sociale ha un carattere dirompente quando a contrapporsi sono le classi protagoniste del vivere associato. In tal caso si verifica quella che Marx definì lotta di classe, fenomeno che ha caratterizzato le società industrializzate nel XIX e nel XX secolo. 

LA DEVIANZA 
In sociologia si parla di devianza per indicare gli atti e i comportamenti che deviano le  norme. Per disincentivare i comportamenti che deviano le norme condivise vengono utilizzate le sanzioni, che solitamente sono di tipo informale e sono forme di pressione che la società esercita sull'individuo perchè questi si conformi alle norme e alla cultura dominante. Per l'osservazione sociologica non esistono comportamenti in se stessi devianti, infatti un comportamento è deviante solo rispetto a un modello condiviso dalla società. Il concetto di devianza non è dunque un concetto valutativo (non esprime giudizio di valore) ma è un concetto osservativo (si limita ad esprimere la constatazione che quel comportamento non segue la linea del resto della popolazione).

LA CRIMINALITÀ' 
LA criminalità è la forma più rilevante di devianza ed è uno dei temi centrali della sociologia. Essa coincide con quel tipo di devianza che concerne le norme che la società ha codificato in leggi. Indica quei comportamenti devianti che la società vieta e sanziona formalmente attraverso le leggi. 

LA CARRIERA DEVIANTE 
Più rilevante del singolo crimine è il modo in cui nella società si formano le carriere devianti. Colui che commette un crimine viene identificato come trasgressore di norme e come tale viene indicato alla pubblica disapprovazione. Il processo che trasforma un individuo in criminale è innescato da quegli stessi strumenti che la società utilizza per porre freno ai comportamenti devianti. 

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