1.La famiglia nucleare ha smesso di essere l'unico modello di famiglia possibile grazie allo sviluppo di ulteriori organizzazioni familiari a seconda del contesto geografico, culturale e sociale.
2. La coesione può essere ottenuta se i componenti affrontano i problemi e i conflitti in modo aperto, negoziando le soluzioni, utilizzando le risorse specifiche di ogni comunità famigliare.
3.La famiglia patriarcale è composta da una struttura allargata e l'organizzazione è a forma piramidale, mentre la famiglia mononucleare è composta da una, due o massimo tre unità e l'organizzazione non prevede né vertici né gerarchie
3.La famiglia patriarcale è composta da una struttura allargata e l'organizzazione è a forma piramidale, mentre la famiglia mononucleare è composta da una, due o massimo tre unità e l'organizzazione non prevede né vertici né gerarchie
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1. L'evoluzione del gruppo famigliare passa per momenti normativi ( in quanto ritenuti fisiologici e necessari allo sviluppo stesso) e para normativi ( pur non essendo sempre frequentati segnano l'evoluzione di una famiglia influenzandone la vita).
2. Le tappe del ciclo evolutivo famigliare sono: la costruzione da parte di due persone di una identità di coppia, con la decisione di convivere e di sposarsi; l'attesa e la nascita di figli con l'assunzione di responsabilità parentali; l'infanzia e l'adolescenza dei figli; l'invecchiamento dei genitori, affrontandone la malattia e la morte; la crescente autonomia dei figli e la riorganizzazione della coppia; l'apertura a nuore, generi, nipoti; l'invecchiamento e la necessità di appoggiarsi ai figli. Esse si sono adattate alla società attuale attraverso lo sviluppo di queste tappe a seconda delle esigenze dei diversi nuclei famigliari.
3. Nel corso degli anni la concezione del matrimonio ha subito una serie di cambiamenti come ad esempio il fatto che non si tratti più di una "alleanza tra famiglie, ma sia un' "impresa personale"; esso inoltre rispondeva alla necessità di garantire cura e assistenza, mentre adesso ha un significato di unione sentimentale.
4. Può succedere che uno o entrambi i partner si dimostrino incapaci di sostenere tale responsabilità oppure in altri casi può manifestarsi nella madre la depressione post-partum.
2. Le tappe del ciclo evolutivo famigliare sono: la costruzione da parte di due persone di una identità di coppia, con la decisione di convivere e di sposarsi; l'attesa e la nascita di figli con l'assunzione di responsabilità parentali; l'infanzia e l'adolescenza dei figli; l'invecchiamento dei genitori, affrontandone la malattia e la morte; la crescente autonomia dei figli e la riorganizzazione della coppia; l'apertura a nuore, generi, nipoti; l'invecchiamento e la necessità di appoggiarsi ai figli. Esse si sono adattate alla società attuale attraverso lo sviluppo di queste tappe a seconda delle esigenze dei diversi nuclei famigliari.
3. Nel corso degli anni la concezione del matrimonio ha subito una serie di cambiamenti come ad esempio il fatto che non si tratti più di una "alleanza tra famiglie, ma sia un' "impresa personale"; esso inoltre rispondeva alla necessità di garantire cura e assistenza, mentre adesso ha un significato di unione sentimentale.
4. Può succedere che uno o entrambi i partner si dimostrino incapaci di sostenere tale responsabilità oppure in altri casi può manifestarsi nella madre la depressione post-partum.
P.188
1. Le motivazioni sono molte e diverse e spesso riguardano la non trasformazione psicologica, emotiva e cognitiva che consente a entrambi i partner di trasformarsi da figli a compagni di vita e di assumere il ruolo di genitori.
2. Il mediatore familiare è una terza persona competente e neutrale che aiuta le famiglie che affrontano la separazione. Le reti sociali informali sono dei gruppi di persone che si rendono disponibili a dare aiuto psicologico, consigli o collaborazioni attive in modo regolare e informale.
3.Il conflitto riveste una funzione fondamentale per lo sviluppo individuale, poiché innesca processi cognitivi ed evolutivi.
4. Le famiglie possono essere inquadrate a seconda della posizione che occupano su due variabili: il grado di coesione familiare e il grado di adattamento alle situazioni e alle vicende all'interno e al di fuori della famiglia.
5. Le conseguenze di una famiglia poco organizzata sul piano della coesione sono la mancanza di sicurezza e appoggio nei confronti dei bambini.
2. Il mediatore familiare è una terza persona competente e neutrale che aiuta le famiglie che affrontano la separazione. Le reti sociali informali sono dei gruppi di persone che si rendono disponibili a dare aiuto psicologico, consigli o collaborazioni attive in modo regolare e informale.
3.Il conflitto riveste una funzione fondamentale per lo sviluppo individuale, poiché innesca processi cognitivi ed evolutivi.
4. Le famiglie possono essere inquadrate a seconda della posizione che occupano su due variabili: il grado di coesione familiare e il grado di adattamento alle situazioni e alle vicende all'interno e al di fuori della famiglia.
5. Le conseguenze di una famiglia poco organizzata sul piano della coesione sono la mancanza di sicurezza e appoggio nei confronti dei bambini.
P.192
1. Gli effetti più dannosi sono la condizione di dover mantenere il segreto e la distorsione del rapporto con l'adulto che esercita l'abuso fisico.
2. All'interno di un gruppo familiare le situazioni di violenza psicologica possono essere i ricatti psicologici, la trascuratezza affettiva o materiale.
3. Le situazioni di maltrattamento psicologico sono più difficili da identificare perché non prevedono segni visibili come quelli del maltrattamento fisico. Sono più dannosi perché comportano il ritardo dello sviluppo, difficoltà e avversione all'inserimento scolastico, aggressività e depressione o autismo.
4. La psicologia familiare si basa su alcune tesi fondamentali: la famiglia è un sistema interattivo; ogni comportamento individuale viene letto e interpretato come funzione della relazione tra i componenti del nucleo familiare; i sintomi vanno visti come espressione di un'organizzazione disfunzionale.
5. Il doppio legame è un tipo di interazione in cui uno dei due interlocutori è esposto a messaggi contraddittori da parte dell'altro. Esso è caratterizzato da i seguenti elementi:
-due o più persone sono coinvolte in una relazione;
-viene dato un messaggio che asserisce qualcosa, asserisce qualora sulla propria asserzione e queste due asserzioni si escludono a vicenda;
-chi riceve il messaggio non ha via d'uscita.
2. All'interno di un gruppo familiare le situazioni di violenza psicologica possono essere i ricatti psicologici, la trascuratezza affettiva o materiale.
3. Le situazioni di maltrattamento psicologico sono più difficili da identificare perché non prevedono segni visibili come quelli del maltrattamento fisico. Sono più dannosi perché comportano il ritardo dello sviluppo, difficoltà e avversione all'inserimento scolastico, aggressività e depressione o autismo.
4. La psicologia familiare si basa su alcune tesi fondamentali: la famiglia è un sistema interattivo; ogni comportamento individuale viene letto e interpretato come funzione della relazione tra i componenti del nucleo familiare; i sintomi vanno visti come espressione di un'organizzazione disfunzionale.
5. Il doppio legame è un tipo di interazione in cui uno dei due interlocutori è esposto a messaggi contraddittori da parte dell'altro. Esso è caratterizzato da i seguenti elementi:
-due o più persone sono coinvolte in una relazione;
-viene dato un messaggio che asserisce qualcosa, asserisce qualora sulla propria asserzione e queste due asserzioni si escludono a vicenda;
-chi riceve il messaggio non ha via d'uscita.
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