martedì 26 novembre 2019

SOCIOLOGIA

LE FORME DELLA STRUTTURA SOCIALE 
L'ISTITUZIONE
L'istituzione è l'insieme dei modelli di comportamento che si sono cristallizzati in ruoli all'interno della società e che sono diventati un fatto, un obbligo e una necessità.
Un'istituzione sociale può essere anche il tabù: una norma oggettiva trasmessa di generazione in generazione. Le istituzioni di questo tipo sono molte, il matrimonio, il rito religioso, la buona educazione, e in ognuna delle quali emerge il carattere vincolante dei comportamenti istituzionalizzati. L'istituzione è quindi un sistema di comportamenti che gli individui di una certa società percepiscono come vincolanti.
Quando parliamo di comportamenti vincolanti, ci riferiamo all'esistenza di un contenuto normativo delle istituzioni sociali: non importa se è un obbligo giuridico, morale o una regola di buona educazione, si parla sempre di norme o regole, che l'individuo tiene in considerazione per sapere come agire. Le norme sono accompagnate dalle sanzioni, che sono un apparato che agisce in modo da controllarne e tutelarne il rispetto.

IL GRUPPO SOCIALE 
Un insieme di persone che interagiscono tra di loro in modo strutturato è qualcosa in più di una semplice moltitudine: il carattere strutturato della loro interazione le rende un aggregato stabile, ovvero una figura sociale riconoscibile.
Secondo la definizione di Robert Merton, il gruppo sociale è un insieme di persone che interagiscono tra loro in modo strutturato, sentono di appartenere a quel gruppo, sono percepite dagli altri come appartenenti a quel gruppo.
Una definizione diversa da quella del gruppo, sono le categorie sociali, ossia insiemi di persone definite da qualche carattere che tali persone hanno in comune, non da un rapporto reciproco reale, ma anche le folle, che si distinguono dai gruppi perché mancano di collaborazione.
I gruppi possono differire in funzione della dimensione, dell'intensità degli affetti coinvolti, della rigidità della struttura interna e anche dell'esistenza di legami più o meno personali.
I gruppi si distinguono in:
-gruppi primari: costituiti da un piccolo numero di persone con ruoli molto flessibili e con rapporti che coinvolgono l'affettività e la personalità;
-gruppi secondari: vasto aggregato di persone con rapporti spersonalizzati e governati da regole rigidamente strutturate.
La distinzione tra questi due gruppi non è, però, sempre netta perchè è possibile che il gruppo presenti, nello stesso tempo, aspetti che lo assimilano ai gruppi primari ed altri ai gruppi secondari.

LE ORGANIZZAZIONI
I gruppi secondari vivono sulla massima istituzionalizzazione, processo che tocca i suoi vertici quando un gruppo di persone ricorre ad un'organizzazione rigida ed efficiente per raggiungere lo scopo che è stato prefissato. Le organizzazioni sono, dunque, gruppi secondari che si conformano al modello di istituzionalizzazione dei comportamenti e standardizzazione dei ruoli. Le caratteristiche principali delle organizzazioni sono:
-un fine collettivo;
-una rigorosa divisione dei compiti;
-una formale attribuzione dei ruoli, anche detta razionalità dell'organizzazione.
Questa razionalità è proprio il tratto distintivo delle organizzazioni sociali.
I comportamenti, all'interno delle organizzazioni, si istituzionalizzano in funzione dello scopo dato e l'atteggiamento è razionale rispetto allo scopo. La diffusione delle organizzazioni è un aspetto tipico del mondo industrializzato: nella società industriale, infatti, la vita si svolge nel contesto di organizzazioni (ospedale, scuola, aziende).

LA BUROCRAZIA
La  burocrazia è l'insieme di principi organizzativi  su cui  si basano le organizzazioni. La burocrazia non è un tipo di organizzazione, ma il modello a cui si ispirano tutte le forme di organizzazione esistenti. 
I caratteri comuni che contraddistinguono le organizzazioni burocratiche sono:
-la divisione stabile dei compiti;
-un sistema razionale di competenze tecniche;
-una precisa struttura gerarchica;
-la presenza di alcune aree di giurisdizione prestabilite;
-un personale impiegato professionalmente e appositamente stipendiato;
-un'etica dell'obbiettività.
L'organizzazione, tramite questi caratteri, riesce a raggiungere lo scopo con il minimo sforzo: infatti si parla di razionalità rispetto allo scopo. 

La burocrazia può essere applicata a qualunque ambito, e come affermò Weber: "l'unica alternativa alla burocrazia sarebbe il dilettantismo".  

I MOVIMENTI SOCIALI 
All'estremo opposto delle organizzazioni sociali burocratiche formali, vi sono i movimenti sociali, che possono ad esempio essere i partiti politici ovvero organizzazioni con una propria gerarchia interna. Questi, si chiamano movimenti sociali, perchè si affermano in virtù della mobilitazione che producono attorno ad esigenze di cambiamento. 
Le caratteristiche dei movimenti sono:
-essere un aggregato sociale;
-produrre il cambiamento in certi aspetti della società;
-rimanere estranei alla sfera dei rapporti sociali istituzionalizzati.
Solitamente essi sorgono da una situazione di insoddisfazione o di critica verso l'ordine già esistente. 
L'evoluzione del movimento si può riassumere in: 
-fermento sociale;
-eccitazione popolare spontanea;
-forma approssimativa del'organizzazione. 
Nel movimento è fondamentale la funzione del leader, da cui dipende la sopravvivenza del movimento stesso, che in seguito è sottoposto ad una graduale istituzionalizzazione.

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