domenica 7 giugno 2020

PSICOLOGIA

L'INFLUENZA SOCIALE, LA "BANALITA' DEL MALE" E IL COMPORTAMENTO MALVAGIO

CONFORMISMO E CONSENSO SOCIALE NELLA TEORIA DI ASCH
La psicologia sociale si è occupata dell'influenza sociale, ossia l'influenza che una maggioranza esercita nei confronti di un individuo. Numerosi studi e ricerche hanno analizzato il fenomeno del conformismo e della sottomissione all'autorità.
Lo psicologo Solomon Asch fece degli esperimenti sul conformismo, ossia sulla tendenza dell'essere umano a uniformarsi alle opinioni comuni. Il suo scopo era quello di studiare quanto l'influenza sociale incidesse sul conformismo e se il conformismo e il consenso sociale fossero influenzati da fattori razionali.

ESPERIMENTO sul CONFORMISMO: in un gruppo di 8 studenti, 7 erano complici di Asch. Egli ha sottoposto un quesito al quale la maggioranza ha fornito una risposta errata. L'ultimo studente, ossia il soggetto sperimentale, si trovava così in una situazione scomoda: andare contro la maggioranza e fornire la risposta esatta oppure adeguarsi alla maggioranza.
Dall'esperimento è emerso che per un senso di disagio e di ansia, le persone soggette all'esperimento si sono adeguate alle risposte della maggioranza seppur errate. Asch sostiene che il soggetto del suo esperimento si trovava in un conflitto acuto fra l'evidenza percettiva e il consenso della maggioranza. Egli ha individuato dei fattori che incidono sul grado di conformità al gruppo:
- la dimensione del gruppo;
- l'interazione futura;
- l'ambiguità dello stimolo;
- l'attrazione verso il gruppo
Il conformismo delle opinioni è determinato dall'informazione e dalle norme e vi sono dei fattori che lo incentivano come il rinforzo, lo status sociale e la rottura dell'unanimità. In uno status medio si ha un'alta tendenza al conformismo; in uno status basso si sentono di avere maggiore libertà di scelta; in uno status alto si è consapevoli di poter avere opinioni divergenti o controcorrente rispetto alla maggioranza. Inoltre il conformismo è strettamente legato all'autostima e all'autoefficacia in quanto si ha tendenza ai bisogni psicologici di approvazione e sicurezza.

LA BANALITÀ DEL MALE NELLA TEORIA DI MILGRAM
Nel 1961-62 si svolse il processo ad Adolf Eichmann, accusato di crimini contro il popolo ebraico, contro  l'umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista. La filosofa Hanna Arendt scrive un testo intitolato "La banalità del male" avendo seguito il dibattito di Eichmann. 
Milgram avvia nello stesso anno degli esperimenti sull'obbedienza all'autorità convinto che essi possano aiutare a comprendere i meccanismi psicologici dei comportamenti dei criminali nazisti. Egli sostiene che una persona commette azioni crudeli spinta dall'influenza del contesto sociale. 
ESPERIMENTO sull'OBBEDIENZA: all'Università di Yale Milgram recluta dei volontari che vengono mescolati a dei collaboratori di Milgram. I volontari rivestiranno il ruolo di insegnante e i collaboratori quello di allievi. Gli allievi devono imparare a memoria delle determinate cose e quando sbagliano vengono colpiti da una scossa elettrica da parte dell'insegnante. Milgram vuole capire fino a quando i soggetti portano avanti l'esperimento e circa il 65% lo porta avanti.
Milgram afferma che ci siano dei fattori dell'obbedienza all'autorità:
- la buona educazione;
- l'impegno a mantenere la promessa di collaborazione con lo sperimentatore;
- la vergogna di tirarsi indietro. 
Il soggetto mette in atto dei meccanismi di adattamento, come il concentrarsi sugli spetti tecnici dell'attività distogliendo l'attenzione dalle conseguenze finali dell'azione. Inoltre il soggetto tende a delegare all'autorità la responsabilità delle loro azioni. Si tende inoltre a dimostrare le perplessità o il dissenso solo attraverso la voce e non si riesce a tradurre in azioni.

L'INFLUENZA DEL CONTESTO SUL COMPORTAMENTO MALVAGIO NELLA TEORIA DI ZIMBARDO
Philip Zimbardo fece degli esperimenti sulla prigione simulata e afferma che è la situazione a influenzare il comportamento dei soggetti.

ESPERIMENTO sulla FINTA PRIGIONE: nell'Università di Stanford ricostruisce un'ambiente carcerario e recluta 24 maschi che per 15 dollari al giorni dovranno interpretare il ruolo di guardie o carcerati. Vengono distribuiti gli appositi oggetti e vestiti e vigono delle regole. Già al secondo giorno i prigionieri si ribellano e le guardie li puniscono. Al quinto giorno l'esperimento viene sospeso perché gli effetti sui prigionieri sono pesanti. 
Zimbardo afferma che avviene un processo secondo il quale l'individuo si spoglia della su identità e segue delle norme situazionali e, in questo caso, dando sfogo a impulsi lipidici e aggressivi. I comportamenti legati a questi impulsi sono favoriti dal processo della deumanizzazione, secondo il quale si considerano alcun individui non appartenenti alla sfera umana. 
Altri studiosi affermano che si tratti invece dell'acquisizione di una nuova identità sociale dove agisce il conformismo al gruppo.

LE SPIEGAZIONI PSICOLOGICHE DELLA SHOAH E DEL TOTALITARISMO
Il sociologo Zygmunt Bauman riprende l’esperimento sull’obbedienza all’autorità e sposta l’attenzione sulla situazione, ossia sulle forze che portano gli individui in una data situazione ad agire in un determinato modo.
Della Shoah si vuole analizzare l’elemento dell’esclusione sociale: gli ebrei furono emarginati socialmente e uccisi. L’obbiettivo era quello di svolgere bene il proprio compito, obbedendo all’autorità alla quale si attribuiva la responsabilità.

Wilhelm Reich si concentra sull’analisi delle motivazioni che hanno portato le masse a piegarsi all’ideologia dominante. Ciò si ottenne tramite un educazione predisposta all’obbedienza, all’autorità, alla sottomissione, alla rinuncia alla critica. Il bambino fin da piccolo viene sottoposto alla repressione sessuale e sociale che creano individui passivi, sottomessi e acritici.
Erich Fromm pubblica un opera in cui sottolinea il ruolo della famiglia come veicolo dell’autorità sociale. Secondo Fromm alla base del consenso al totalitarismo, sta una formazione psicologica, ossia un carattere autoritario, caratterizzata da componenti sadomasochiste. Le tendenze masochiste si manifestano a causa dell’inferiorità e impotenza e atti a sminuirsi o sottomettersi. Il sadismo si esprime in 3 atteggiamenti:
  1. rendere gli altri dipendenti da noi
  2. dominare gli altri per sfruttarli
  3. desiderare di far soffrire
Il carattere autoritario è tipico della classe media inferiore della Germania. I soggetti ammirano l’autorità e obbediscono, ma allo stesso tempo vogliono essere autoritari e sottomettere.
Theodor Adorno pubblicò un’opera in cui sono contenuti i risultati di un’indagine che aveva lo scopo di comprendere i motivi per cui le masse fossero disponibili a sottomettersi a un’autorità. Egli individua nella personalità autoritaria le caratteristiche che predispongono al pregiudizio. 
Il filosofo Giorgio Agamennone interpreta il potere di governo come un esercizio di dominio e di controllo sugli individui. Nei campi di sterminio i deportati erano nude vite in quanto soggetti singoli esclusi dalla comunità, sui quali era possibile esercitare controllo. Nella teoria di Agamben gli individui erano senza diritti politici e possessori solo della propria vita. 

ANTROPOLOGIA

RELAZIONI E TERMINI DI PARENTELA 

CONSANGUINEITÀ E AFFINITÀ

La parentela è l'insieme delle relazioni che legano li individui tra loro o sulla base della discendenza comune o per via matrimoniale. Per discendenza comune si intende la consanguineità. Due individui vengono considerati parenti  non solo quando sono consanguinei, ma anche quando vi è un matrimonio degli individui stessi o di un loro consanguineo. Essi sono definiti parenti affini. Esistono però diverse idee sulla parentela che variano da una cultura all’altra in relazione al concepimento, la formazione e la crescita. La concezione della parentela comprende anche una quantità di regole che coinvolgono gli individui e i gruppi a cui appartengono. Un’ulteriore aspetto importante della parentela elia religione: spesso i matrimoni sono celebrati contemporaneamente a riti religiosi. I bambini quando nascono sono sottoposti a rituali religiosi che ne dichiarano l’appartenenza a una comunità di fedeli. 


DIAGRAMMI DI PARENTELA
Per descrivere le relazioni di parentela venivo o utilizzati i diagrammi: disegni fatti di simboli che mostrano le relazioni di Ego (io) con i suoi parenti consanguinei e affini. Per evitare problemi di traduzione, gli antropologi hanno introdotto delle lettere che svolgono la funzione di sigle e descrivono la relazione che lega tra loro gli individui presenti nei diagrammi. 


LA DISCENDENZA 
La discendenza è il criterio per stabilire la consanguineità e si divide in due modi: la discendenza patrilineare e quella matrilineare. Quella patrilineare è stabilita attraverso gli individui di sesso maschile, mentre quella matrilineare di sesso femminile. Quando la discendenza è rigidamente stabilità si parla di gruppi di discendenza. I membri di questi gruppi godono degli stessi diritti e doveri. Bisogna sempre tenere conto però delle differenze di genere, di età, di risorse e di autorità. 
Esistono però altri criteri di discendenza:
  • per libera scelta;
  • società bilaterali: si mantengono gli stessi rapporti tanto con la famiglia del padre quanto con quella della madre.
Un fattore importante collegato alla parentela è la residenza e i modelli di residenza variano nelle società. I modelli più insoliti di residenza sono:

  • la residenza natolocale: prevede che marito e moglie dopo il matrimonio continuino a vivere con la famiglia d’origine;
  • la residenza avuncolocale: prevede che una coppia vada a stabilirsi vicino alla residenza del fratello della madre dello sposo.

LE TERMINOLOGIE DI PARENTELA
Un aspetto importante della parentela sono le diverse modalità dei nomi dati ai parenti. 
Lewis Morgan notò che negli irochesi a ogni termine con chi un individuo designava in proprio parente ne corrispondeva un altro usato da quest’ultimo per designare il primo (chiamare padre il fratello del padre e madre la sorella della madre). Per questo motivo si parla di sistemi di parentela. Morgan riuscì anche a dimostrare che sistemi tra loro diversi, possono convivere in regioni geograficamente vicine, mentre sistemi tra loro simili possono essere rintracciati in località lontane tra loro.

AFFINITÀ E MATRIMONIO
La nascita di un legame tra due persone che non hanno un legame di consanguineità, avviene attraverso il matrimonio, che può essere monogamico, poliginico e poliandrico. 
L'incesto è l'unione tra consanguinei e nella storia era consentito solo ai nobili: lo scopo dell'unione era quello di preservare la nobiltà del sangue familiare.
La proibizione dell'incesto è quella regola che tutti i gruppi umani si sono imposti per poter mandare avanti la società e creare connessioni extrafamiliari, quindi più vaste. Infatti lo scambio matrimoniale tra diversi gruppi, permette di superare il problema della mancanza di partner sessuali.
Il matrimonio è una forma di unione socialmente riconosciuta, tramite la quale un individuo, si lega ad un altro, e con essi anche i loro gruppi familiari. È infatti grazie al matrimonio che la riproduzione viene regolata, e che un individuo viene assegnato ad una famiglia; per questo i nati al di fuori del matrimonio vengono definiti illegittimi, e in molte realtà vengono emarginati, oppure dati in adozione.

Questo aspetto del matrimonio, quello di controllo della fertilità femminile, appare più chiaro con il levirato, ovvero quel costume in base al quale la moglie di un defunto va in sposa al fratello di quest'ultimo, che diventa tutore della moglie e della sua famiglia.
Inoltre, esiste anche la pratica del sororato, che indica il costume di dare in moglie, ad un uomo rimasto vedovo, la sorella della donna defunta, con lo scopo di rimpiazzare le facoltà riproduttive della donna scomparsa a vantaggio del gruppo del marito.
Oltre alla società patriarcali, esistono anche le società matriarcali, in cui sono le donne ad avere il potere familiare. Uno dei sostenitori maggiori di questa posizione fu Johann Jakob Bachofen, un antropologo svizzero, ipotizzando l'avvento tardo nella storia dell'umanità, del patriarcato e della società patrilineare rispetto al matriarcato e alla società matrilineari.
Il termine matriarcale non deve essere però sovrapposto al termine matrilineare, perché anche nelle società matrilineari sono gli uomini che tendenzialmente detengono l'autorità, sebbene le donne siano tutelate.
Vengono chiamate società matrifocali, quelle società nelle quali le figure maschili tendono a essere marginali alla conduzione del patrimonio familiare. In questi contesti gli uomini sono praticamente assenti perché cacciano, commerciano o viaggiano: per questo la cura dei figli, il loro mantenimento e la loro educazione sono assegnati alle madri.

SOCIOLOGIA

LA SOCIALIZZAZIONE 

LA TRASMISSIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE 
Il mondo con cui ogni essere umano viene a contatto non presenta solo determinate caratteristiche fisiche (collocazione del luogo), ma anche e soprattutto caratteristiche di tipo sociale, poiché è un mondo fatto di relazioni sociali già esistenti e già strutturate in un certo modo. La società, infatti, è un insieme variegato e complesso di norme, ruoli e aspettative sociali, posizioni differenziate e strutturate in maniera gerarchica. Per inserirsi all'interno di essa l'individuo deve apprenderne le regole e ciò ha un risvolto anche dal punto di vista della collettività, infatti esistono delle regole, conoscenze, norme e abilità sociali di base comuni a tutti gli individui.
L'individuo diviene parte della società tramite il processo di socializzazione, ovvero un processo che coinvolge ogni momento dell'esistenza di tutti i membri della società. Per "socializzazione" però non s'intende l'atto di interesse nelle relazioni con altre persone, ma il processo con cui si acquista padronanza dei modelli di comportamento e della geografia delle posizioni sociali di una data società. Se la socializzazione è un processo tipico di tutte le società, i contenuti variano da cultura a cultura, perchè riguardano i valori, le norme, i linguaggi le abilità e le conoscenze che sono storicamente determinate e che caratterizzano ogni cultura differenziandola dalle altre.

I MECCANISMI DELLA SOCIALIZZAZIONE
Alla base del processo di socializzazione vi è un intreccio di influenze genetiche e ambientali, per questo si possono distinguere due meccanismi principali:
-meccanismi biologici: predisposizioni innate ad apprendere (intelligenza, linguaggio); questi devono essere affiancati dall'interazione con altri individui;
-meccanismi culturali: ciò che viene appreso attraverso l'interazione con altri (ricompense, punizioni).

LA FORMAZIONE DELL' IDENTITÀ' PERSONALE 
I processi di socializzazione mettono l'individuo in grado di interagire con gli altri, quindi lo portano alla formazione di un' identità sociale, la quale è strettamente collegata alla formazione dell'identità personale, che diviene uno degli scopi primari della socializzazione. Uno dei più noti esponenti della scuola di Chicago, George Herbert Mead, evidenziò le principali fasi del processo di strutturazione dell'identità personale, basandosi sull'evoluzione delle forme di gioco nei bambini. Queste fasi sono:
-imitazione del comportamento dell'altro;
-gioco libero ovvero privo di regole;
-altri significativi ovvero le persone con cui il bambino ha interazioni frequenti:
-gioco organizzato ovvero un gioco strutturato secondo regole precise.
Tramite queste fasi, il bambino interiorizza le norme, le regole e le aspettative della sua società, e tramite l'interiorizzazione porta a compimento la prima strutturazione della propria identità
personale.

LA SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA E QUELLA SECONDARIA  
Non tutte le forme di socializzazione sono equivalenti, infatti si distinguono la socializzazione primaria e quella secondaria. La socializzazione primaria considera l'insieme dei processi socializzanti che producono l'acquisizione delle competenze sociali di base, mentre invece quella secondaria riguarda le competenze sociali specifiche ovvero ruoli e posizioni sociali.
Per identificare i ruoli e le aspettative sociali legate al genere sessuale, si usa il concetto di socializzazione di genere. In ogni società infatti i bambini vengono socializzati a quei comportamenti e ruoli sociali che nella visione collettiva sono ritenuti adatti agli individui del suo sesso.

giovedì 4 giugno 2020

LABORATORIO SUL TESTO: PSICOLOGIA

p.269
PSICOLOGIA DELLE FOLLE 
Gustav Le Bon 
  1. Secondo Le Bon un individuo quando è parte di una folla compie azioni che non commetterebbe da solo;
  2. Le tre cause che animano il comportamento della folla sono invincibilità, contagio, suggestione;
  3. La folla agisce sulla base di forze ipnotiche.

mercoledì 3 giugno 2020

LABORATORIO SUL TESTO: PEDAGOGIA

p.271
IL RAGAZZO SELVAGGIO DELL'AVEYRON
Jean-Marie-Gaspard Itard

1. Dall'isolamento in cui è vissuto.
2. La mentalità dell'uomo dipende dall'esperienza e dall'educazione, non è una caratteristica fisica innata. 
3. Jean-Jaques Rousseau.
4. Victor non riesce a parlare nè a produrre correttamente i suoni a causa dell'isolamento. 
5. Il medico francese afferma che la medicina moderna può dare un potente contributo al perfezionamento della specie umana.
6. Egli ha compreso che Victor è dotato del libero esercizio di tutti i sensi, è in grado di distinguere confrontare, giudicare e può applicare le facoltà del suo intelletto ad oggetti concernenti la sua istruzione.
7. Con buon selvaggio s'intende un mito basato sulla convinzione che l'uomo in origine fosse un "animale" buono e pacifico e che solo successivamente, corrotto dalla società e dal progresso, diventasse malvagio. Questa idea venne incoraggiata dalla scoperta dei popoli indigeni d'oltremare e suscitava critiche riguardanti la società e i vantaggi che con essa l'uomo ha ottenuto, poichè hanno in realtà allontanato l'uomo dallo stato naturale. 

giovedì 21 maggio 2020

DOMANDE ANTROPOLOGIA

1. I matrimoni ordinariamente riconosciti sono: monogamico, poliginico, poliandrico.
2. Secondo Levi-Strauss, la proibizione dell’incesto sarebbe la regola che fonda la cultura.
3. Lo scopo principale è quello di stabilire i doveri e i diritti tra i membri di una coppia, quelli della coppia nei confronti dei figli e viceversa, l’educazione della prole e la sua destinazione, cioè l’appartenenza dei figli al gruppo della madre o del padre.
4. Nel matriarcato è il regime nel quale il potere è affidato alle donne; nella società matrilineare le donne il centro della vita famigliare e non è un matriarcato; nella società matrifocale le donne sono le figure principali della vita famigliare a causa dell’assenza dell’uomo e non è un matriarcato.

mercoledì 20 maggio 2020

DOMANDE PSICOLOGIA

1. Diminuisce la consapevolezza di se, si riduce il senso di responsabilità, si da libero sfogo agli impulsi libici e a quelli aggressivi, si considera una certa categoria di individui come non appartenenti alla sfera umana.
2. Zygmunt Bauman riprende l’esperimento sull’obbedienza all’autorità e sposta l’attenzione sulla situazione, ossia sulle forze che portano gli individui in una data situazione ad agire in un determinato modo. Della Shoah si vuole analizzare l’elemento dell’esclusione sociale.
3. Wilhelm Reich si concentra sull’analisi delle motivazioni che hanno portato le masse a piegarsi all’ideologia dominante. Ciò si ottenne tramite un educazione predisposta all’obbedienza, all’autorità, alla sottomissione, alla rinuncia alla critica. Erich Fromm  sottolinea il ruolo della famiglia come veicolo dell’autorità sociale.
4.Nei campi di sterminio i deportati erano nude vite in quanto soggetti singoli esclusi dalla comunità, sui quali era possibile esercitare controllo. Nella teoria di Agamben gli individui erano senza diritti politici e possessori solo della propria vita.

domenica 17 maggio 2020

VERIFICA DI FINE CAPITOLO: SOCIOLOGIA

p.252
PRIMA PARTE 
1. perchè produce come risultato l'indispensabile legame di ogni individuo con la propria società.
2. Non c'è differenza, si tratta di due sinonimi.
3. E' una fase successiva a quella dell'"altro significativo" e segna la comprensione dell'esistenza di regole sociali che valgono per tutti.
4. Interviene successivamente e permette di interiorizzare alcune competenze sociali legate al ruolo.
5. Riproduce una determinata concezione e costruzione culturale dei ruoli maschili e femminili all'interno di una società o cultura.

SECONDA PARTE
RINFORZO: conferimento di una migliore stabilità e sicurezza.
IDENTIFICAZIONE: utilizzazione di elementi che consentono un riconoscimento.
COMPETENZE SOCIALI SPECIFICHE: competenze legate ai ruoli particolari che s'intendono svolgere nella società.

DOMANDE SOCIOLOGIA

p.251
1. Gli elementi che distinguono la socializzazione primaria da quella secondaria sono le competenze sociali di base, presenti solo nella socializzazione primaria.
2. Il bambino acquisisce le competenze sociali di base tramite l'esempio degli adulti e il legame emotivo con essi. 
3. Solo una parte della socializzazione primaria è intenzionale perchè gli adulti responsabili di questa fase del processo vogliono trasmettere una serie di regole e di comportamenti ai figli. 
4. La socializzazione di genere è l'insieme dei meccanismi e dei processi che portano il bambino a percepirsi come maschio o femmina e successivamente a identificare i ruoli e le aspettative sociali legati al suo genere sessuale. 

giovedì 14 maggio 2020

DOMANDE ANTROPOLOGIA

p.199
1. La discendenza si divide in due modi: la discendenza patrilineare e quella matrilineare.
2. Le società bilaterali sono quelle società in cui si mantengono gli stessi rapporti tanto con la famiglia del padre quanto con quella della madre.
3. Quello secondo cui le terminologie di parentela formano sempre dei sistemi.
4. Emerge che ogni termine porta con sè un significato profondo, che implica una serie di atteggiamenti, valori, credente, aspettative che altri termini, in altre culture, non implicano.

mercoledì 13 maggio 2020

DOMANDE PSICOLOGIA

p.199 
1. Il conformismo incide sull'influenza sociale in quanto per un senso di disagio e di ansi ci si adegua ai pensieri della maggioranza.
2. I fattori che incidono sul grado di conformità al gruppo sono: la dimensione del gruppo; l'interazione futura; l'ambiguità dello stimolo; l'attrazione verso il gruppo.
3.Il conformismo è strettamente legato all'autostima e all'autoefficacia in quanto si ha tendenza ai bisogni psicologici di approvazione e sicurezza.
4. Il soggetto mette in atto dei meccanismi di adattamento, come il concentrarsi sugli spetti tecnici dell'attività distogliendo l'attenzione dalle conseguenze finali dell'azione. Inoltre il soggetto tende a delegare all'autorità la responsabilità delle loro azioni. Si tende inoltre a dimostrare le perplessità o il dissenso solo attraverso la voce e non si riesce a tradurre in azioni.

domenica 10 maggio 2020

DOMANDE SOCIOLOGIA

p.246 
1. L'espressione "meccanismi di socializzazione" sta a significare le diverse modalità attraverso cui un individuo viene socializzato.
2. I meccanismi biologici alla base della socializzazione sono quelle condizioni genetiche che sono il presupposto perché l'individuo possa imparare a compiere determinate operazioni complesse. Esse sono l'intelligenza e l'apprendimento.
3. I soli meccanismi biologici non sono sufficienti a spiegare la socializzazione perché essi devono accompagnarsi all'interazione con altri individui.
4. Un esempio di meccanismo culturale di socializzazione può essere l'identificazione, che avviene nel momento in cui un individuo si sente talmente legato ad un altro da assorbirne i valori e le convinzioni.
5. L'imitazione è la riproduzione consapevole di un modello di comportamento.

p.248
1.  L'identità sociale consiste nell'assimilazione di norme e assunzione di ruoli. Essa è collegata alla formazione dell'identità in quanto consiste in uno degli soli primari della socializzazione.
2. Mead ha evidenziano, basandosi sull'evoluzione delle forme di gioco nei bambini, le principali fasi del processo di strutturazione dell'identità personale e l'importanza che ha in essa l'interiorizzazione della struttura sociale dei ruoli e delle posizioni, ossia l'altro generalizzato.
3. L'identità non può essere concepita in senso statico perché è sottoposta a continue sollecitazioni e modificazioni.

giovedì 7 maggio 2020

DOMANDE ANTROPOLOGIA

p.193 
1. In una società, tramite i legami di parentela, si creano delle relazioni di base biologica e culturale.
2. La procreazione in alcune società viene considerata come una reincarnazione, da parte del bambino, negli spiriti defunti della famiglia della donna; in altre culture i bambini sono spiriti dei luoghi in cui la donna ha avuto rapporti sessuali; in altre società ancora si ritiene che il bambino prenda forma nel cervello del padre che dopo una gestazione lo trasmette alla madre; altre culture considerano il bambino come essere formato dalle ossa del padre e dai tessuti della madre.
3. Gli antropologi hanno escogitato il metodo dei diagrammi per poter illustrare in poco tempo e in poco spazio delle connessioni molto estese e complesse.

martedì 5 maggio 2020

VERIFICA DI FINE CAPITOLO: PSICOLOGIA

p.193
PARTE 1 
1. Oggi gli psicologi sostengono che, per denominare "famiglia" un gruppo di individui, questo deve poter garantire coesione interna tra i membri e nel contempo autonomia di ciascun membro.
2.Durante lo sviluppo di una famiglia, i momenti critici sono definibili come normativi e paranormativi.

PARTE 2 
MATRIMONIO: rappresenta il contratto sociale attraverso cui una coppia diventa visibile e tutelata nei propri diritti e doveri;
UNIONE CIVILE: quando sono riconosciute anche alle coppie conviventi alcuni diritti e doveri;
TEORIA DEL DOPPIO LEGAME: si tratta di un tipo di interazione in cui uno dei due interlocutori è esposto a messaggi contraddittori da parte dell'altro. 

lunedì 4 maggio 2020

VERIFICA DI FINE CAPITOLO: PEDAGOGIA

P.213

PARTE 1 
1. "osa sapere", ovvero "abbi il coraggio di sapere, di farti una cultura";
2. critica della ragion pura;
3. scientifica;
4. per costruire una nazione fosse necessario formarne i cittadini attraverso un sistema scolastico organizzato mediante leggi dello stato;
5. la progressiva laicizzazione dei contenuti dell'insegnamento.

PARTE 2 
EDUCAZIONE "FISICA": educazione che l'uomo ha in comune con gli animali, ossia l'ammaestramento;
EDUCAZIONE "PRATICO-MORALE": educazione che riguarda la cultura e insegna all'uomo a vivere come ente libero;
TRIBUNALE DELLA RAGIONE: tribunale che stabilisce i limiti della ragione, quindi ciò che si può e ciò che non si può conoscere (fenomeno e noumeno)

domenica 3 maggio 2020

DOMANDE SOCIOLOGIA

p.244
1. Il processo di socializzazione consiste in un processo simile a quello dell'educazione ma coinvolge ogni momento dell'esistenza di tutti i membri della società e consente di acquisire padronanza dei modelli di comportamento.
2. I contenuti della socializzazione variano in base alla cultura perché riguardano quell'insieme di valori, norme, linguaggi, abilità, conoscenze, atteggiamenti che sono storicamente determinati e che caratterizzano ogni cultura.
3. L'arrivo di un nuovo arrivato ha un risvolto anche dal lato della collettività perché le nuove norme devono essere apprese anche da lui e quindi la società deve abituarsi e integrarlo. 

mercoledì 29 aprile 2020

PEDAGOGIA

L'UTOPIA PEDAGOGICA ILLUMINISTA E IMMANUEL KANT

IL DIBATTITO SULL'ISTRUZIONE POPOLARE NELL'EUROPA DEL XVIII SECOLO
L'illuminismo ebbe un ruolo centrale nel promuovere la diffusione popolare, ma le posizioni dei singoli pensatori, al tempo, furono piuttosto ambigue e incoerenti. La ragione era considerata come lo strumento cognitivo per eccellenza, che guidava l'uomo nella scoperta della realtà e nella scelta cosciente di ciò che era buono e conveniente. L'intelletto andava quindi esercitato, allenato alla
criticità in modo che l'individuo potesse partecipare attivamente all'opinione pubblica (sapere aude: abbi il coraggio di sapere).
Diderot sosteneva che un contadino che sa leggere o scrivere può essere oppresso meno di un altro, Montesquieu attribuiva all'autorità morale delle leggi il compito di sovrintendere all'istruzione del popolo, dato che l'unica forma di controllo era proprio un popolo istruito e informato. L'istruzione popolare era considerata un valore da vari economisti quali Robert Turgot, Adam Smith e anche da Wenzel Kaunitz, che ritenevano la diffusione dell'istruzione elementare una valida garanzia per l'ordine sociale. Montesquieu fu anche colui che individuò il legame esistente tra il modello educativo di uno stato e il tipo di governo che lo regge, e presentò l'educazione repubblicana come l'unica capace a garantire la formazione completa dell'uomo, educato in virtù della felicità propria e di quella della patria. Si iniziò a riflettere sul concetto di patria, portando alle estreme conseguenze le riflessioni di Montesquieu, Rousseau e Helvetius iniziarono a sostenere che le idee di patria e di cittadino non potevano esistere all'interno di uno stato governato da un solo uomo, dunque finirono sotto accusa le monarchie assolutistiche e venne preso come esempio la prima vera repubblica moderna, quella degli Stati Uniti d'America. 

L'EDUCAZIONE COME DIRITTO: IL PROGETTO DI FILANGIERI
Egli riprendeva da Helvetius che l'unico modo per fondare un sistema scolastico efficace ed esteso al maggior numero di cittadini era quello di dotarlo di un codice organico di leggi. Per cogliere il senso del suo progetto, bisogna aver ben presente che egli considerava l'istruzione come una questione politica  e etica, il suo modello educativo poteva quindi essere considerato come un progetto di
formazione unitaria, composto dall'educazione pubblica, quella dei costumi e l'istruzione pubblica. L'educazione pubblica (5-18 anni) avrebbe fornito la cultura di base ed era obbligatoria per tutti; L'educazione dei costumi avrebbe promosso la nascita e lo sviluppo di una nuova idea di cittadinanza e l'istruzione pubblica comprendeva l'università, le accademie, la stampa e le belle arti. L'originalità del suo progetto risiedeva nel fatto che indicava nell'istruzione e nell'educazione altrettanti diritti che avevano bisogno di essere prescritti per legge.

IMMANUEL KANT 
Kant sottolineò il valore dell'attività conoscitiva dell'individuo, affermando che il mondo non è una realtà preordinata che si impone al nostro intelletto, ma è ordinato dall'attività originaria del soggetto, ovvero dal suo pensiero.Egli divideva il campo dell'esperienza in due ambiti: da un lato la sfera della conoscenza (fenomeno) e dall'altra quella dell'esperienza morale (noumeno). Il fine ultimo dell'educazione kantiana coincideva con la formazione morale dell'individuo. L'educazione morale ha per oggetto la formazione della personalità e si articola in tre momenti distinti: 
-meccanica cultura scolastica;
-cultura pragmatica;
-cultura morale. 
Lo scopo di essa è la conquista della libertà morale. 
Tutto deve concorrere alla realizzazione della "cultura dell'animo", che coincide con la componente fisica e fisiologica delle facoltà intellettuali. Si passa poi all'educazione delle facoltà cognitive che devono essere coltivate insieme. La cultura generale veniva poi distinta in fisica e morale, sulla quale Kant si concentrò particolarmente. Essa era intesa come la capacità del soggetto di scegliere autonomamente tra il bene e il male, i quali venivano distinti dai bambini grazie ai genitori, che li aiutavano e sostenevano quando piangevano perchè erano in difficoltà e invece li lasciavano piangere quando facevano i capricci. Kant individua anche delle qualità fondamentali: l'obbedienza, la sincerità e la socievolezza, sottolineando inoltre l'importanza di fornire ai giovani un'istruzione adeguata alla loro età e ai loro interessi. Gli obbiettivi della sua educazione erano dunque la disciplina, la prudenza, la cultura e la moralità. 

DOMANDE PSICOLOGIA

P.179

1.La famiglia nucleare ha smesso di essere l'unico modello di famiglia possibile grazie allo sviluppo di ulteriori organizzazioni familiari a seconda del contesto geografico, culturale e sociale.
2. La coesione può essere ottenuta se i componenti affrontano i problemi e i conflitti in modo aperto, negoziando le soluzioni, utilizzando le risorse specifiche di ogni comunità famigliare.
3.La famiglia patriarcale è composta da una struttura allargata e l'organizzazione è a forma piramidale, mentre la famiglia mononucleare è composta da una, due o massimo tre unità e l'organizzazione non prevede né vertici né gerarchie

P.182
1. L'evoluzione del gruppo famigliare passa per momenti normativi ( in quanto ritenuti fisiologici e necessari allo sviluppo stesso) e para normativi ( pur non essendo sempre frequentati segnano l'evoluzione di una famiglia influenzandone la vita).
2. Le tappe del ciclo evolutivo famigliare sono: la costruzione da parte di due persone di una identità di coppia, con la decisione di convivere e di sposarsi; l'attesa e la nascita di figli con l'assunzione di responsabilità parentali; l'infanzia e l'adolescenza dei figli; l'invecchiamento dei genitori, affrontandone la malattia e la morte; la crescente autonomia dei figli e la riorganizzazione della coppia; l'apertura a nuore, generi, nipoti; l'invecchiamento e la necessità di appoggiarsi ai figli. Esse si sono adattate alla società attuale attraverso lo sviluppo di queste tappe a seconda delle esigenze dei diversi nuclei famigliari.
3. Nel corso degli anni la concezione del matrimonio ha subito una serie di cambiamenti come ad esempio il fatto che non si tratti più di una "alleanza tra famiglie, ma sia un' "impresa personale"; esso inoltre rispondeva alla necessità di garantire cura e assistenza, mentre adesso ha un significato di unione sentimentale.
4. Può succedere che uno o entrambi i partner si dimostrino incapaci di sostenere tale responsabilità oppure in altri casi può manifestarsi nella madre la depressione post-partum.

P.188
1. Le motivazioni sono molte e diverse e spesso riguardano la non trasformazione psicologica, emotiva e cognitiva che consente a entrambi i partner di trasformarsi da figli a compagni di vita e di assumere il ruolo di genitori.
2. Il mediatore familiare è una terza persona competente e neutrale che aiuta le famiglie che affrontano la separazione. Le reti sociali informali sono dei gruppi di persone che si rendono disponibili a dare aiuto psicologico, consigli o collaborazioni attive in modo regolare e informale.
3.Il conflitto riveste una funzione fondamentale per lo sviluppo individuale, poiché innesca processi cognitivi ed evolutivi.
4. Le famiglie possono essere inquadrate a seconda della posizione che occupano su due variabili: il grado di coesione familiare e il grado di adattamento alle situazioni e alle vicende all'interno e al di fuori della famiglia.
5. Le conseguenze di una famiglia poco organizzata sul piano della coesione  sono la mancanza di sicurezza e appoggio nei confronti dei bambini.

P.192
1. Gli effetti più dannosi sono la condizione di dover mantenere il segreto e la distorsione del rapporto con l'adulto che esercita l'abuso fisico.
2. All'interno di un gruppo familiare le situazioni di violenza psicologica possono essere i ricatti psicologici, la trascuratezza affettiva o materiale.
3. Le situazioni di maltrattamento psicologico sono più difficili da identificare perché non prevedono segni visibili come quelli del maltrattamento fisico. Sono più dannosi perché comportano il ritardo dello sviluppo, difficoltà e avversione all'inserimento scolastico, aggressività e depressione o autismo. 
4. La psicologia familiare si basa su alcune tesi fondamentali: la famiglia è un sistema interattivo; ogni comportamento individuale viene letto e interpretato come funzione della relazione tra i componenti del nucleo familiare; i sintomi vanno visti come espressione di un'organizzazione disfunzionale.
5. Il doppio legame è un tipo di interazione in cui uno dei due interlocutori è esposto a messaggi contraddittori da parte dell'altro. Esso è caratterizzato da i seguenti elementi:
-due o più persone sono coinvolte in una relazione;
-viene dato un messaggio che asserisce qualcosa, asserisce qualora sulla propria asserzione e queste due asserzioni si escludono a vicenda; 
-chi riceve il messaggio non ha via d'uscita.

DOMANDE PEDAGOGIA

p.204
1. La ragione nel progresso civile e sociale, secondo gli illuministi, era lo strumento cognitivo per eccellenza che guidava l'uomo nella scoperta della realtà e nella scelta cosciente di ciò che era buono e conveniente.
2. I pensatori che considerarono l'educazione popolare come un valore furono Robert Turgot, Adam Smith e Wenzel Kaunitz.
3.Montesquieu sosteneva la necessità di un'educazione repubblicana perchè riteneva che fosse l'unica in grado di garantire la formazione completa dell'uomo, educato in virtù della felicità propria e di quella della patria.

p.207
1. Filangieri riprese l'idea di Helvetius, secondo la quale l'unico modo per fondare un sistema scolastico efficiente ed esteso al maggior numero possibile di cittadini era quello di dotarlo di un codice organico di leggi.
2. Il modello educativo di Filangieri si fonda su una prima forma di istruzione obbligatoria per tutti, per poi passare all'educazione dei costumi, e all'istruzione pubblica.

p.212
1. Kant pensava che la prima educazione dovesse essere solo negativa, infatti l'uomo non doveva aggiungere nulla ai provvedimenti della natura e non doveva intralciarla.
2. Tra docente e allievo doveva esserci un' interazione continua.
3. Nei giovani vanno sviluppate l'obbedienza, la sincerità, la socievolezza ed era importante fornire loro un'istruzione adeguata alla loro età e ai loro interessi.
4. Possono essere definiti utopici la coscienza dell'uguaglianza e il sentimento umanitario universale.

martedì 21 aprile 2020

LABORATORIO SUL TESTO: PEDAGOGIA

p.211
LA LEGGER DEL DOVERE 
Immanuel Kant 

1. Il maestro, secondo Kant, per far si che la legge applicata in classe sia generale non deve avere preferenze per alcuni dei suoi alunni e non deve mostrare nessun affetto particolare per un singolo. 
2. Kant pensa che sia giusto assecondare le inclinazioni personali ma se dovessero essere trasgredite le leggi, il bambino dovrà essere messo in castigo. 

PSICOLOGIA

L'INFLUENZA SOCIALE, LA "BANALITA' DEL MALE" E IL COMPORTAMENTO MALVAGIO CONFORMISMO E CONSENSO SOCIALE NELLA TEORIA DI ...